Rss


Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

11 - gennaio - 2012

La nuova organizzazione turistica della Liguria: quali obiettivi e quale modello? Scrivi cosa ne pensi.

Scritto da Redazione | Amministratore e moderatore - Liguria


Sono tanti i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni sul fronte dell’organizzazione turistica della Liguria tanto da farci dire che si è chiusa un epoca e serve trovare un nuovo modello in grado di valorizzare nel giusto modo il turismo della nostra regione. 
Con questo post condividiamo con voi dati e informazioni su cosa è stato e cosa sta cambiando e vi invitiamo a lasciare le vostre proposte  commentando questo post.

Il passato

Un tempo c’erano le Aziende di soggiorno e gli Enti provinciali del turismo, poi, all’inizio degli anni ‘90 soppiantate dalle Aziende di Promozione turistica (APT). La l.r. 28/2006, tuttora in vigore, ha disegnato un sistema che puntava a coinvolgere anche i privati nell’organizzazione turistica con la creazione dei Sistemi turistici locali con il compito di creare/proporre una rinnovata offerta turistica che integrasse il tradizionale prodotto balneare con altri prodotti, magari di nicchia, ma che perseguissero l’obiettivo dell’allungamento della stagione turistica.

La legge, inoltre, affida all’Agenzia “In Liguria” la promozione del brand Liguria, in particolare tramite il portale turistico regionale e alle Province e al Comune di Genova la gestione dei IAT (uffici di informazione e accoglienza turistica) in modo diretto e indiretto, tramite convenzioni con altri soggetti (es. le Pro loco).

Non si può negare che questo modello, ispirato anche da una legge nazionale, non sta dando i risultati sperati che, a livello teorico, ci si poteva attendere.


Non sempre ma in molti casi la collaborazione tra privati e pubblico è stata motivata dalla possibilità di avere finanziamenti regionali più che da una sentita esigenza di crescita del sistema. Anche in termini di comunicazione delle finalità della legge ci sono state delle carenze.

Se l’esigenza di avere sinergie tra le varie componenti delle comunità territoriali resta attuale, probabilmente gli strumenti da mettere in campo devono essere altri.

Il sistema si reggeva comunque su un livello di risorse pubbliche ormai non più proponibile. Vi erano consistenti fondi per i Sistemi turistici provenienti da finanziamenti statali ormai totalmente utilizzati o le cui azioni sono in via di completamento; altre risorse erano garantite per le Province e per il sistema degli uffici di informazione e infine buone risorse erano previste a bilancio anche per l’attività dell’Agenzia. Bisognava, ovviamente, utilizzarle al meglio ma le risorse erano garantite.

Cosa è cambiato recentemente e cosa cambierà ancora nel 2012.

Il quadro è da circa un anno completamente cambiato: i tagli dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni e la crisi economica hanno più che dimezzato i fondi a disposizione del turismo.

La prevista soppressione delle Province o comunque, in una prima fase, lo svuotamento delle attribuzioni a tali storici enti, a cui la Regione aveva attribuito importanti funzioni in campo turistico fra i quali la gestione degli IAT crea una situazione istituzionale impensabile al tempo dell’entrata in vigore della l.r. 28/2006, che in fin dei conti ha solo poco più di cinque anni.

La nuova organizzazione turistica della Liguria: quali obiettivi e quale modello?

Ed è proprio partendo da questa nuova situazione che apriamo il dibattito avendo la consapevolezza di quale importanza sul piano economico il turismo abbia per la Liguria:

  • Quale organizzazione darsi che sia compatibile con l’attuale quadro finanziario?
  • Un‘organizzazione capillare di uffici di informazione sul territorio è ancora così necessaria o si può procedere ad una mirata riduzione potenziando l’informazione via web?
  • Come procedere e a quale livello sul piano delle intese, della condivisione degli obiettivi e dell’attivazione di azioni in modo sinergico tra sistema pubblico e operatori privati?
  • Quale il ruolo che dovranno avere Enti locali, Camere di Commercio e Regione per lo sviluppo del brand Liguria e delle marche territoriali?

Puoi contribuire a questa conversazione lasciando il tuo commento in fondo a questo articolo.

Grazie,

la Redazione del blog 

 


2 commenti

  1. casubolo - Enti e istituzioni - Genova

    Scritto il 20 gennaio 2012 - 16:26

    Forse un problema è anche quello degli operatori privati. Strutture ricettive a parte, poche sono le società di servizio o i soggetti privati che gestiscono attività integrabili nelle offerte turistiche: corsi di cucina, sport organizzati ( corsi di vela, canoa etc)e non molti sono i T.o. che commercializzano la Liguria e Genova ( 5 Terre a parte). Difficile per gli operatori reperire servizi da integrare, ancor più difficile per il pubblico trasformare le risorse in prodotto. Ancora una volta torniamo all’annoso problema della sistematizzazine del prodotto che per certi aspetti è ancora debole e che inoltre, quando c’è trova pochi canali di distribuzione/commercializzazione. Ancora una volta torniamo alla necessità imprescindibile di conoscere e ascoltare il mercato e alla necessità di investire nella creazione di nuovi prodotti appetibili. Senza un cambio di rotta in questo senso, credo che ogni riforma dell’organizzazione potrà si apportare un miglioramento, ma non sortirà al risultato che tutti auspichiamo

  2. pierot - Operatori turismo - Imperia

    Scritto il 28 gennaio 2012 - 14:51

    Argomento lungo e complesso…suggerisco un incontro per affrontare i vari argomenti: mi sembra una buona occasione! gli obiettivi sono piu’ facili da definire ma il modello….(vedi insuccesso STL..ovvio e predestinato)…parliamone! ma a breve e decisi!!!pierot

Commenta

I campi con (*) sono obbligatori.