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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

11 - gennaio - 2012

Marca ombrello Liguria e marchi territoriali.

Scritto da Redazione | Enti e Istituzioni - Genova

L’Italia, ben si sa, è il paese dei mille campanili! E questo si riflette ahinoi in modo evidente anche nella promozione turistica che vanta una molteplicità di marchi di località, aree e regioni, portali e sotto-portalini che spesso confondono il turista quando cerca informazioni per scegliere la meta della sua vacanza.

Ogni territorio turistico ha sue tipicità e valori che non vuole vengano dimenticati e oscurati a favore di un tutto “inglobante” che cancelli la propria identità. Ma le azioni di promozione delle località, delle aree turistiche o delle Regioni spesso non hanno la forza necessaria per aggredire i mercati ed essere presenti in modo visibile. Le azioni promozionali da intraprendere sono pressoché infinite così come sono numerosi i vecchi e nuovi mezzi di comunicazione. Il risultato è una presenza frammentaria e non identificata a macchia di leopardo, senza una vera strategia da svilupparsi su più anni.

  Come si esce da questo empasse impasse? 

Altre destinazioni hanno brillantemente risolto la questione con una marca ombrello e i sotto-brand territoriali. Un esempio che tutti conosciamo è quello del Trentino e delle sue aree turistiche come la val di Fassa, di Non, Campiglio, il Garda, ecc. (vedi scheda in allegato).

Questa operazione consente in modo efficace di comunicare tanto l’identità regionale quanto quelle delle aree territoriali che la compongono. Non oscura nè svilisce i sottobrand ma al contrario li esalta ed esprime un forte senso di collegamento, sistema integrato dove ogni piccola cellula lavora nella direzione di una strategia comune e condivisa.

Una marca non è solo un segno grafico ma un’insieme di valori e di ricchezze del territorio che devono esprimere identità ed appartenenza.

In questo modo tanto il turista quanto il residente avranno chiara la percezione di fare parte di un sistema e si potranno “riconoscere” in esso, essere fieri di abitarvi o felici di trascorrere lì le proprio vacanze.

Sogno o realtà? È un obiettivo concreto sul quale lavorare nei prossimi cinque, dieci anni? Cosa ne pensate?

Scarica il file “Riflessione sui valori del marchio Liguria”

Scarica il file “La marca Trentino”

 


3 commenti

  1. michele marziano - Cittadini - Savona

    Scritto il 20 gennaio 2012 - 8:53

    Condivido pienamente. Il marchio Trentino Alto Adige è formato da tutti gli stakeholders, cioè tutti quei soggetti pubblici e privati senza i quali l’impresa non è in grado di sopravvivere, nel senso che al di sotto di una prestazione definita minima il cliente cambia fornitore (nel ns. caso destinazione).
    Solo un’appunto alla redazione sull’ortografia, perché presti maggiore attenzione: si dice “impasse” ed è di genere femminile, quindi correttamente “questa impasse”. Errori di ortografia per un blog in fase di lancio sono fatali, ne fanno anche scadere i contenuti e il traffico.
    Buon lavoro

  2. Redazione - Amministratore e moderatore - Liguria

    Scritto il 24 gennaio 2012 - 20:21

    Grazie Signor Marziano per il commento e per la correzione che abbiamo correttamente riportato anche nel post!
    Siamo certi che con l’aiuto e la partecipazione di tutti ci sarà un miglioramento continuo anche nella forma e non solo nei contenuti.
    A presto.

  3. Europa 1923 - -

    Scritto il 3 marzo 2012 - 12:09

    Ho provato a scaricare la presentazione e ho iniziato a pormi qualche domanda.

    - Legame tra mare ed entroterra
    Ho qualche perplessità, salvo qualche eccezione l’entroterra Ligure é povero e la sua natura spesso stride con la cementificazione della fascia costiera, se pensiamo poi ai collegamenti la situazione non é diversa. Siamo sicuri che sia così?

    - Alta qualità della vita.
    Andiamo a vedere le tabelle sulla qualità della vita del Sole 24 ore e riflettiamo, la qualità della vita da noi é superiore a quella delle regioni a cui miriamo come mercati obiettivo?

    Il problema é proprio questo, abbiamo un marchio e una visione del nostro prodotto che stride con la realtà del nostro prodotto.

    Molto spesso mi accorgo che sia nelle istituzioni sia nel mondo imprenditoriale chi parla di turismo é destinato ad essere isolato quasi come se i turisti dovessero venire per forza.

    La cosa più difficile é quella di far capire a chi non opera nel turismo quali siano le esigenze del mercato turistico faccio qualche esempio.

    Supponiamo che si giunga ( imprenditori e istituzioni ) alla conclusione che abbiamo bisogno di collegamenti ferroviari migliori che disponibilità di dialogo c’é da parte del ramo di istituzioni che si occupa di trasporti?

    Supponiamo che si ritenga desiderabile bloccare la cementificazione delle coste, la costruzione delle seconde case e iniziare una fase di de-industrializzazione di alcune zone; é possibile ?

    Supponiamo che si voglia puntare su benessere e sanità abbiamo degli interlocutori aperti a cogliere i nostri input ?

    Forse la verità é un’altra, nella maggior parte dei casi
    -Sappiamo benissimo tutti di cosa avremmo bisogno
    -Sappiamo muoverci e rapportarci con il mercato turistico
    -Non abbiamo tuttavia la forza di adeguare il prodotto alle aspettative del mercato.

    La crisi forse sta cambiando la percezione del turismo dei non addetti ( e degli addetti inconsapevoli ), ma é ancora poco.

    Se vogliamo che la Liguria diventi veramente il posto che sognamo per i turisti abbiamo bisogno di essere più compatti: gli imprenditori turistici devono fidarsi delle istituzioni che si occupano del turismo e viceversa.

    Tuttavia queste sono chiacchere al momento, una proposta concreta potrebbe essere:

    Usciamo dallo sterotipo da cartolina del Trentino con il prato, la baita in lengno e il sole.
    Abbiamo fasce di rovi, eriche, ginestre e sterpi che progressivamente lasciano il posto ad una vegetazione incontrollata che domina il paesaggio.
    Abbiamo ulivi e vigne strappate alla terra dal sudore di generezioni di Liguri.
    Abbiamo paesi con case di sassi.
    Abbiamo fortezze sul mare che un tempo avevano i cannoni rivolti verso l’entroterra.

    Proviamo a vendere tutto questo, ad allineare il marchio al prodotto e a venderci per quello che siamo.

    E poi dopo un pò le immagini bucoliche stancano.

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