Rss


Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

9 - febbraio - 2012

Perplessità

Scritto da americo | Operatori turismo - Imperia

L’andamento del turismo invernale è in fortissima recessione così come il cosidetto “turismo business”.
Le prospettive per la primavera, soprattutto per il savonese e l’imperiese, con l’inizio delle disdette sui contratti fatti lo scorso anno, continuano con un trend negativo.
Le prenotazioni e le richieste, ad oggi, per la stagione estiva, da parte di clientela italiana sono, rispetto agli anni passati, in fortissimo ritardo e ciò fa supporre che vi sarà di conseguenza un sicuro calo di presenze italiane.
Unico dato positivo, che ci aiuta a ridurre le nostre preoccupazioni, è l’andamento turistico del cliente straniero, che ad oggi, fa supporre un miglioramento forte rispetto le presenze dello scorso anno, già di per sè in ripresa.
Al di là di questo piccolo dato positivo, in considerazione della grande criticità di tutto quello precedentemente elencato, voglio aggiungere, interpretando il pensiero di tutti i miei colleghi, tutte le altre problematiche che ci angustiano.
1. Battaglia quotidiana con le amministrazioni comunali per spiegare l’inopportunità di applicare la tassa di soggiorno, come se le amministrazioni non conoscessero l’andamento economico del loro territorio.
2. Dal 1° settembre 2012 aumento IVA al 12%, così col nostro maggior competitor, la Spagna, aumentiamo il gap del 7% sui prezzi. Ci si augura da qui ad agosto di riuscire a far comprendere al Presidente del Consiglio Monti, che dichiara spesso che il turismo potrebbe essere l’unico settore in Italia con possibilità di miglioramento, di soprassedere su questa malsana decisione.
3. Le problematiche inerenti le concessioni demaniali per strutture ricettive in concessione o per strutture con annessi stabilimenti balneari in concessione. Immaginatevi nel 2015 quando le concessioni verranno messe all’asta con probabile perdita di concessione, quindi niente sbocchi al mare, niente spiagge comprese nel prezzo, e per i più sfortunati, niente più immobile. Gli Hotels che ad oggi usufruiscono di spiagge convenzionate con rapporti consolidati negli anni, si troveranno ad interloquire con realtà nuove e probabilmente meno accondiscendenti. Risultato di tutto ciò è che i gestori delle spiagge perderanno la concessione ed il turismo alberghiero andrà incontro a una realtà dove non sarà più possibile vendere un servizio spiaggia così determinante dove il turista non sarà più in condizione di sapere quanto gli costa un soggiorno al mare con la spiaggia compresa.
4. A questo punto quanto inciderà in più sulla gestione 2012, con prezzi già dichiarati il 30/09/11 ,l’IMU, la TARSU, e gli aumenti di utenze e approvvigionamenti alimentari?
Credo che il programma triennale che questo blog si prefigge di costruire non possa mancare di considerare, al di là dell’accessibilità del territorio e della destagionalizzazione, queste problematiche per quanto concerne le competenze regionali, e proporre soluzioni a questi enormi problemi di cui noi albergatori soffriamo.
Per finire mi permetto di suggerire azioni atte a rendere meno difficoltose le stagioni future:
Stoppare l’emorragia delle chiusure invernali delle strutture ricettive discutendo con gli operatori le possibilità, e ne abbiamo molte da suggerire alle nostre autorità regionali, per rendere più appetibile questo tipo di turismo. Così vale anche per la riduzione dei problemi inerenti l’accessibiltà al territorio (es. fly&drive, ecc).
Aiuti concreti per formulare pacchetti accattivanti ad un tipo di turista che viaggia in bassa stagione. Anche qui possiamo portare il nostro contributo.
Concludere a brevissimo l’iter delle leggi regionali sul vincolo alberghiero, sulla riclassificazione, l’abbattimento delle barriere architettoniche, legge sulle piscine, e tutte quelle che riguardano il comparto turistico.
Evitare il perenne ritardo cronico su azioni a supporto del turismo.
Noi albergatori ci siamo e speriamo che a breve ci siano anche tutti gli altri (quelli che dovrebbero tracciare il nostro futuro).
Infine spero che anche il nostro blog contribuisca a chiarire definitivamente le idee di tutti.
Brutalmente voglio sapere “cosa vogliamo fare da grandi”.
Pilati Americo


6 commenti

  1. luciano ardoino - Seleziona - Seleziona la provincia

    Scritto il 9 febbraio 2012 - 17:39

    Egregio Americo,

    tutto vero quello che scrive, quasi.

    Però è sempre un gran piacere leggerla. Infatti dalle sue parole s’evince un grande amore per questo settore, e questo non è di poco conto (almeno per me).

    Ma vengo al dunque.

    L’Iva (alberghi) in Spagna è al 7% e nell’ipotesi (remota) che in Italia venga portata al 12%, la differenza sarà 5%.
    Vabbè, un lapsus di poco conto.

    Ma è della direttiva Bolkestein in cui mi vorrei soffermare.
    A parte l’ultima uscita, poi subito rientrata del nuovo “diversamente giovane” ministro del turismo Piero Gnudi, che l‘aveva ipotizzata in 4 anni, come ben sa, l’anno scorso s’è avuta una manifestazione di buon interesse riguardo a questo mercato.

    Alla fin fine ci sono arrivati e …
    … oltre sessanta balneari di Liguria e Versilia hanno preso parte ad una riunione svoltasi a Sestri Levante per organizzare una protesta collettiva contro la cosiddetta ‘direttiva Bolkestein’, la norma decisa dalla Comunità europea che, tra l’altro, stabilisce regole quadro per la liberalizzazione dei servizi balneari e l’eventuale messa in vendita dei beni demaniali degli Stati membri.
    Secondo i concessionari degli stabilimenti di Liguria e Versilia, la direttiva “causa la perdita dei diritti acquisiti e la perdita delle spese già effettuate nelle strutture e non ancora ammortizzate.
    Di fatto – si legge in un documento approvato al termine della riunione – impedisce nuovi investimenti”.

    … comunque l’8 Maggio 2010 è entrato in vigore il D.Lgs. n. 59/2010 avente come oggetto “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”; una norma “impegnativa” per l’Italia, destinata in un prossimo futuro a creare non pochi problemi sia al Governo che alle regioni.
    La Direttiva 2006/123/CE mira (almeno negli intenti) ad apportare benefici alle imprese e a tutelare i diritti del consumatore, riducendo e in alcuni casi eliminando l’elevato numero di ostacoli burocratici che impediscono ai prestatori di servizi di espandersi oltre i confini nazionali al fine di sfruttare appieno il mercato unico, in un’ottica di maggiore competitività ed equilibrio dei mercati.
    La novità introdotta dalla Bolkestein è il principio della “libertà di prestare servizio”, che prevede il divieto per gli Stati di imporre al prestatore di servizi di un altro Stato membro, ulteriori requisiti burocratici rispetto a quelli richiesti ai propri operatori, che non siano giustificati da ragioni di pubblica sicurezza, protezione della salute e dell’ambiente.
    Nella versione finale della Direttiva, tale principio ha (per fortuna) sostituito l’iniziale “principio del paese d’origine”, molto contestato in vari paesi europei, in base al quale il prestatore di servizi era soggetto alle disposizioni dello Stato membro di provenienza.
    In linea teorica gli scopi della Direttiva potrebbero anche essere buoni, visto che tende a realizzare l’ armonizzazione dei regimi normativi di accesso ed esercizio delle attività di servizi, abbattendo gli ostacoli alla prestazione nel mercato interno; in realtà, però, a giudicare dai problemi che sicuramente creerà in tutti i settori della nostra economia, tra qualche anno sarà sicuramente etichettata come l’ennesima norma europea che ha contribuito a rovinare l’economia italiana.

    Conclusione

    Anche se di primo acchito potrebbe sembrare che la Direttiva Bolkestein e il conseguente Decreto Legislativo di recepimento, abbiano come scopo principale il miglioramento dell’attività economica europea, l’azzeramento di vincoli burocratici e la maggior tutela dei consumatori, nella realtà, come troppo spesso abbiamo riscontrato negli ultimi anni nel nostro Paese e in Europa, le cose non sono quello che sembrano.
    I reali obiettivi che la Direttiva Bolkstein intende perseguire appaiono chiari non appena si prova a trasporre nella realtà il testo della stessa, spogliandolo della maschera di falsi buoni propositi che l’hanno accompagnato durante tutte le fasi della sua definitiva approvazione.

    Guardandolo con occhio diverso, è così possibile scoprire come fra le pieghe di frasi spesso presentate come slogan quali “l’incentivazione all’espansione transfrontaliera delle imprese” la “riduzione degli oneri amministrativi” “la riduzione dei prezzi attraverso lo stimolo alla concorrenza” “la sequela infinita di vantaggi per il consumatore” e molte altre che non si riporta, si celi invece una realtà destinata a parlare un linguaggio per molti versi contraddittorio.
    Ad un’ attenta analisi del testo, infatti, gli ostacoli che la proposta intende veramente smantellare, in Europa e, soprattutto, nel nostro Paese, riguardano la tutela del consumatore, la trasparenza nelle procedure, le garanzie sociali ed ambientali, la qualità dei servizi, la possibilità di prendere decisioni da parte delle autorità locali, etc. a vantaggio delle solite onnipresenti lobby economiche, poteri talmente forti da condizionare pesantemente la politica, l’economia e, di recente, anche la salute dei cittadini europei.
    Ma siamo proprio sicuri di averci guadagnato nell’entrare in Europa?

    Per il resto (se vale qualcosa) concordo al cento per cento, anche nella punteggiatura.

  2. Riccardo Revello - -

    Scritto il 16 febbraio 2012 - 16:52

    Carissimo Americo,

    Mi ha molto colpito la prima riga del tuo messaggio. Ma per incrementare il turismo invernale e il turismo business occorrono due cose molto carenti in Liguria. Per il turismo business mancano totalmente strutture adeguate a costi contenuti. Avendo da organizzare convegni di più giorni, sia nazionali che internazionali con alcune centinaia di partecipanti ho necessariamente dovuto rivolgermi fuori regione. Non tutti possono permettersi le strutture del Porto Antico o gli hotel 4 stelle. Strutture in riviera poi neanche a parlarne.
    Per il turismo invernale occorre offrire qualcosa di diverso dalle spiagge e dal mare. Gli stessi croceristi in transito spesso neppure scendono dalla nave.
    Dobbiamo rimodulare totalmente l’offerta turistica. Mare, sole, seconde case, piccole strutture fanno stagionalità, ma non occupazione per tutto l’anno.
    Almeno credo….

  3. pierot - -

    Scritto il 16 febbraio 2012 - 21:35

    Festival di San Remo circa 15 milioni di spettatori ogni sera. Giochiamo in casa e mi sembrava una buona occasione per parlare di noi!!!!!!!: oggi in Riviera dei fiori c’erano 18 gradi, un sole stupendo e i prossimi giorni promettono giornate primaverili…invece mi sembra il Festival delle occasioni perdute!!!Dobbiamo cambiare totalmente il modo di operare..meno procedure/formalita’/burocrazia/…piu’ presenza “viva” e sui mercati…poi con i problemi del mediterraneo grecia, egitto, tunisia, etctec quale migliore occasione…avere un Patrimonio cosi’ grande e non usarlo e’ un vero peccato..e’ la ns. vera unica opportunita’!!!…caro Americo di questo passo…andiamo poco lontano!!!bisogna “rimodulare tutto il sistema turistico”…accessibilita’???..destagionalizzazione..???. “cosa vogliamo fare da grandi”???…ci vuole cosi’ poco!!! basterebbe raccontare una bella storia, raccontarla bene, raccontarla spesso!!! e tu lo sai!!! grazie pierot

  4. Riccardo Revello - -

    Scritto il 17 febbraio 2012 - 11:14

    Sono assolutamente d’accordo con Pierot. Ora bisogna inventare il modo concreto di attuare politiche di questo genere. Il blog può essere un’idea, ma ha tempi di sviluppo piuttosto lenti: bisogna farsi conoscere e diffondere il sito. Penso che occorra una campagna pubblicitaria (di cui il blog si può far carico) basata su mezzi a basso costo (internet, facebook, twitter e lo stesso blog). Magari appoggiata da campagne pubblicitarie mirate veicolate su media di target. Ci sono nel vasto panorama digitale terrestre trasmissioni di turismo, di viaggi… ma anche la Rai fa una sequela di trasmissioni finto informative, ma spudoratamente commerciali-promozionali cui appoggiarsi: Linea verde, Linea blu, Allefaldedelkilimangiaro, etc. etc.
    Bisogna fare pressing, farsi vedere, mandare materiale. Ad esempio i filmati promozionali della nostra Liguria, di proprietà della Regione, perché non diffonderli tra le TV locali italiane con licenza di trasmissione. Con il digitale le TV sono affamate di contenuti… riempiamole!
    Riccardo

  5. pilati - -

    Scritto il 17 febbraio 2012 - 21:27

    Carissimi Luciano, Pierot e Riccardo,
    vi ringrazio del contributo che, almeno voi, avete dato al blog con i vostri commenti, dimostrando interesse per la situazione turistica della nostra regione. Mi aspetto però anche la partecipazione di altri colleghi albergatori, critici e pronti a rilevare ogni difficoltà durante le nostre riunioni, quanto mai silenziosi in questa sede. Ma non perdiamoci d’animo! Stamane per esempio, alla fiera Bit di Milano, durante la conferenza stampa nello stand della regione Liguria ho assistito ad una grande dimostrazione di orgoglio e forza di volontà espresse dagli amministratori dei comuni delle cinque terre e soprattutto dell’assessore al turismo Berlangeri. L’orgoglio ligure e l’amore per la propria terra hanno permesso in breve tempo di far ripartire un turismo ed un’economia duramente colpiti dalle note calamità naturali. Egregiamente lo ha evidenziato l’assessore Berlangeri, nella dura denuncia alle dolorose istanze governative in materia turistica. Forse per la prima volta dalla bocca di un politico-albergatore, si sono sentite parole di accusa nei confronti delle politiche turistiche (nazionali, regionali e comunali, nessuno esente da colpe) assunte negli ultimi cinquantanni, il più delle volte o totalmente negative o poco incisive. Ma non sarà un poco anche colpa di noi albergatori? Onore dunque al nostro assessore e agli amministratori che accanto a tutta la popolazione sono riusciti a compiere questo miracolo.
    Americo Pilati

  6. Europa 1923 - -

    Scritto il 18 febbraio 2012 - 15:19

    Siamo nel 2012 e stiamo cercando di aggiornare l’approccio turistico ligure al ventennio 1990-2010: accessibilità, pacchetti, congressi … poi ?

    Con un pò di impegno entro il 2013 avremo un piano triennale che governerà le scelte strategiche della nostra regione fino al 2016.

    Era ancora il lontano 1998 quando la co-relatrice della mia tesi insisteva sulla centralità dell’accessibilità, quello che sto cercando di dire é che dovrebbe essere un concetto ampiamente metabolizzato.
    ——
    Immaginate un posto

    dove qualsiasi divertimento o attrazione possa essere raggiunto ( in breve tempo ) senza la macchina;

    dove si possa sperimentare una vacanza opposta al modello usa e getta dei villaggi vacanze;

    dove tutti i divertimenti siano a portata di mano senza essere imposti o peggio ancora pre-pagati;

    dove cultura e divertimento si fondano togliendo pesantezza alla prima e stupidità al secondo;

    dove si possa pagare solo per quello che si usa;

    dove il mare sia vero ( non una cosa stile adriatico ) e pulito, e l’entroterra rustico, ma ben tenuto;

    dove sia possibile scendere dalla mountan bike per salire sul surf;

    insomma un posto che regali EMOZIONI forti, intense e schiette, che alla partenza non lasci la sensazione di aver vissuto “la vacanza di un’altro”.

    Possiamo studiare quello che vogliamo ma finchè non saremo capaci di emozionare non andremo lontano;

    Io la Liguria riesco ancora a vederla così, o meglio vedo che non siamo molto lontani dal farla diventare così e voi ?

    ——
    Ma il primo punto é cambiare i rapporti tra istituzioni/imprese, istituzioni/altre istituzioni, imprese/altre imprese.

    Dopo che avremo imparato a fidarci l’uno dell’altro potremo forse pensare ai rapporti istituzioni/mercato imprese/mercato.

    Infine forse dovemmo imparare ad affidarci un pò meno ai tour operator e booking, ci stiamo impigrendo troppo…. e non va mai bene.

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