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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

14 - febbraio - 2012

Un contributo

Scritto da Sandro Rosso | Operatori turismo - Imperia

Buongiorno, accedo per la prima volta al forum, ed esprimo subito i miei complimenti per l’interessante iniziativa e di conseguenza non mi privo del diritto-dovere di esprimere in un momento così critico le mie idee e di poterle condividere con chi legge, cerco quanto meno di dare il colore che vedo alla realtà che tutti i giorni a coloro che hanno le redini del nostro futuro e quello dei nostri figli. E questo colore è molto grigio con tendenza al nero.
In particolare questa opportunità mi consente con estremo piacere di potermi rivolgere al nostro Assessore Regionale al Turismo Dr. Angelo Berlangieri, ai Suoi funzionari e non ultimo a tutti gli operatori della filiera turistica, con la speranza che anche il mio pensiero possa essere di aiuto per rendere più colorato il futuro.
Lavoro da 30 anni alla direzione della Coo.A.Di. – Cooperativa Azzurra Dianese per gli acquisiti fondata nel Golfo Dianese dagli albergatori con grande lungimiranza, nel lontano 1976.
Mi considero un attivo operatore, cosciente di far parte di un sistema dove il cliente dell’hotel è al centro dell’economia. Ed è proprio questo il punto su cui vorrei riflettere. Il sistema in cui operiamo è ancora in grado di soddisfare il nostro turista e dare supporto all’economia? Abbiamo creato un sistema che ci consente di fare impresa lavorando solo sei mesi all’anno? Siamo in grado di mantenere quel cliente al centro del nostro sistema? Non mi pare. Sono un attento lettore di numeri, e l’analisi di questi è per me fonte di grande preoccupazione. La chiusura forzata degli alberghi nel periodo invernale, soprattutto nelle province di Imperia e Savona, ci vede tutti noi in prima linea alla ricerca di nuovi sbocchi e fatturati, tutti gli operatori che non vogliono restare sei mesi con l’attività chiusa, prima di attuare un piano di inderogabile licenziamenti dei propri collaboratori. Chi ha un numero di dipendenti professionalmente formati che devono rispondere alle esigenze della clientela, in questo momento compie uno sforzo immane per mantenere la propria attività in efficienza. Riceviamo dai consulenti del marketing informazioni precise, occorre qualità, professionalità, tecnica di accoglienza, sorriso, capacità di gestione e soprattutto saper ben amministrare. Bene, gli albergatori ristoratori e commercianti e imprenditori del mondo turistico hanno queste caratteristiche, ma a quale costo e a quale sacrificio le potranno in futuro mantenere?? Riusciranno con i loro dimagriti e scarni ricavi ad adempiere a questi parametri indispensabili per sopravvivere? Ma soprattutto come faranno in futuro, con la chiusura invernale della propria attività, a mantenere e garantire la professionalità e la tecnica di accoglienza necessaria se i loro dipendenti non ci saranno più. Dove andranno questi professionisti del turismo, e le scuole alberghiere che senso avranno nel prossimo futuro? Ce lo dobbiamo domandare.
Di questo passo ancora altri alberghi in inverno resteranno chiusi. Impossibilitati a fermare questo flusso, vedremo fuggire altri chef, maître e quelle maestranze, quadri specializzati, figure che hanno saputo creare l’accoglienza ed il servizio che ha caratterizzato le nostre più belle case. Quando gli albergatori riapriranno in estate quel servizio, quella qualità che ha sempre fatto la differenza nella cucina e nell’accoglienza non ci sarà più. Potrei anche azzardare qualche risposta, ma non sono un indovino. E’ certo che, se tutti noi operatori del sistema turistico non riusciremo ad unirci all’unisono affinché le Pubbliche Amministrazioni preposte abbiano chiaro quello che c’è dietro il mio grido di richiesta aiuto, probabilmente non sopravvivremo ad un altro inverno come questo.
Ascoltiamo i saggi che ci dicono che si deve investire per migliorare, ma con quale soldi. Il sistema bancario ha stretto i cordoni e sono molti gli operatori che hanno bisogno di rinnovare le loro strutture, ma non ne hanno la possibilità; per non arrivare addirittura al semplice pagamento dei fornitori delle derrate alimentari che si spostano con dilazioni non commerciali, e non dico altro. Le strutture che ora sono all’avanguardia, perché gli imprenditori hanno fatto importanti investimenti negli ultimi anni, non hanno più i ricavi che si erano prefissati e programmati per far fronte agli impegni presi. Alcuni finanziamenti certamente sono ancora disponibili, ma si inciampa sul “merito creditizio”. Le banche vogliono garanzie dalla gestione delle attività, ma come è possibile dare queste garanzie se le attività perdono il loro ricavi?
Esprimo il mio pensiero che non vuole essere la panacea dei mali, ma solamente uno stimolo di aiuto a tutti per avere le idee più chiare, quindi solo un contributo:
“fare sistema insieme”
e per potere delineare qualsiasi linea di azione, per fare sistema insieme, occorrono delle basi concrete su cui posare le migliori strategie. Per esempio:
• esprimere le proprie opinioni liberamente con la visione di chi ha più esperienza, con il dinamismo di chi più giovane ha la visione del mercato da un punto di vista differente, con la pazienza di chi sa molte cose e sa ascoltare gli altri;
• incontrarsi anche al di fuori degli schemi politico sindacali, semplicemente negli schemi imprenditoriali per creare tutte le sinergie con la collaborazione;
• allargare le proprie vedute ad un sistema intero vero, che è fatto di albergatori, ristoratori, baristi, commercianti, gestori di stabilimenti balneari, operatori del divertimento e turistici in generale e poi di artigiani di cultura, territorio, sport. Infine anche a tutti quei cittadini che come me sono fortunati perché vivono in un paese turistico e godono di una Riviera che offre uno standard qualitativo della vita unico, e che vogliono preservare questo standard, anche loro certamente possono suggerire i loro punti di vista per il loro bene e delle loro famiglie attraverso le associazioni ed i circoli di quartiere;
• bisogna dire basta alle vedute politiche di parte, legate a sistemi che non ci appartengono, spesso estranei al nostro territorio e troppo grandi per noi;
• coinvolgiamo le Pubbliche Amministrazioni, le pro loco e le associazioni dei nostri paesi bellissimi dell’entroterra che dimostrano grande volontà e non hanno risorse affinché i calendari delle loro manifestazioni siano programmabili e propagandati. Rendiamoci tutti conto che il nostro entroterra è una vera risorsa tutta da scoprire per i nostri turisti;
• comunichiamo e divulghiamo in ogni possibile occasione che il sistema turistico coinvolge tutti, dal gioielliere all’idraulico, dal giardiniere al notaio. Tutti viviamo grazie a quel Signor Cliente che oltre all’albergo, la spiaggia, il sole, il mare, spesso non trova altro.

Non perdiamo l’occasione per alzare la nostra voce e farci i sentire da chi può modificare il nostro futuro, abbiamo bisogno di finanziare lo sviluppo del territorio, della viabilità, soprattutto degli aeroporti; vogliamo anche noi un collegamento con voli low cost. Voglio estremizzare, si proponga l’aeroporto Panero di Albenga come dependance regalandolo a Nizza, si favorisca l’aeroporto di Genova, ma si faccia subito qualcosa e si creino subito dei collegamenti con treni e autobus, e subito da Nizza specialmente. I miei complimenti agli albergatori che hanno inventato e saputo supportare i clienti con l’offerta delle auto a noleggio. Ci serve aiuto per la promozione turistica della Liguria e soprattutto per le zone vocate al turismo climatico invernale; servono subito interventi economici a supporto di tutto quello che è corollario alla attività alberghiera e che il turista deve godere durante al sua vacanza, i Comuni non hanno più risorse. Attraverso interventi mirati bisogna abbattere il costo del trasferimento dei nostri vicini potenziali turisti.
Questi piccoli interventi mirati porteranno sicuramente soddisfazioni in futuro.
Infine grazie per avermi concesso questo spazio, e rivolgendomi a tutti gli operatori del settore, dico loro di utilizzare questo forum per far sentire la loro voce, che ogni giorno si affievolisce sempre più, eppure abbiamo Associazioni forti e ben strutturate, andiamo oltre e diamo ancora più forza ai rappresentanti delle Associazioni perché possano collaborare con i nostri Pubblici Amministratori, e perché no, battere i pugni sul tavolo quando serve e richiedere ad alta voce le nostre esigenze. E’ importate che le Associazioni siano seguite, stimolate ed abbiano la forza della rappresentanza.
Poco, ma subito. Con la speranza di non avervi fatto perdere tempo prezioso, auguro Buon lavoro a tutti.
Grazie Assessore e Collaboratori e operatori turistici per l’attenzione che mi avete dedicato.


Un commento

  1. Nisbo2011 - -

    Scritto il 20 giugno 2012 - 17:38

    Hotel Mondial Moneglia, chiuso per problemi burocratici, comune, vigili del fuoco, provincia, carabinieri etc malgrado tutti questi solerti funzionari e pur restando chiusi pagheremo 40.000 € di IMU? Ma lei crede che l’anno prossimo apriremo?

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