Rss


Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

27 - febbraio - 2012

Quale incoming?

Scritto da Riccardo Revello | - Genova

Carissimi, vorrei accendere una discussione sulla organizzazione turistica in Liguria e in particolare sul ponente ligure, segnatamente Sanremo.
Al recente Bit di Milano ho colto la lamentela di un operatore del Bergamasco che dopo aver radunato una quarantina di adesioni, ha cercato un hotel in Sanremo per portare i turisti al corso fiorito.PALAZO CASINO' SANREMO
E qui viene il tragico! Si è sentito rispondere dall’hotel prescelto che i posti c’erano, ma che loro non trattavano i gruppi. Dopo un po’ di altri tentativi ha rinunciato ed ha organizzato un pullman in giornata, pranzo al sacco…
Non ho potuto indagare quale fosse l’albergo, ne quali altri abbia contattato (non erano fatti miei…), ma non credo che si fosse inventato un fatto del genere.
A questo punto faccio un po’ di domande e chiedo le risposte a chi si sente coinvolto (operatori, albergatori, strutture pubbliche).
Come si può rinunciare a 40 mezze pensioni? Fa fatica lavorare?
Come è strutturato l’incoming su Sanremo per trasferire prenotazioni inevase su strutture più accoglienti?
Come si può organizzare le prenotazioni in modo che chi cerca una sistemazione non debba contattare tutte le singole strutture?
Lo sanno gli operatori turistici della Liguria che ormai la stragrande maggioranza delle prenotazioni avviene esclusivamente via internet e attraverso siti specializzati (booking. com, lastminute.it, lastminuteclick.it eccetera….)?

Chi ha competenze ed idee per rispondere?

Riccardo


6 commenti

  1. luciano morelli - -

    Scritto il 28 febbraio 2012 - 13:50

    Sig. Riccardo… vede … è sempre il solito problema:
    se io organizzo una gita, in questo caso a Sanremo, con 40 amici/amiche (e magari con tanto di famiglia e bambini al seguito), il tutto viene inteso come “invasione barbarica”.
    Ma se faccio 40 telefonate, o se sono fortunato… uso il web, nella stessa struttura trovo tutto libero… come mi è successo sabato/domenica 25-26/02 a Imperia. Bhè… almeno non ero “disturbato” dai rumori che giustamente e necessariamente i vicini avrebbero fatto.
    Vogliamo pensare che il tutto si possa tramutare in una sorta di “costo” per l’utente o di uno “sconto comitiva” per l’albergatore?
    Tutto è possibile. Ma, se io sono trattato bene con 40 amici perchè non posso tornarci con 4 e poi ancora da solo per mille altre volte?
    Difficilmente su uno non tratta bene i miei “amici” (o clienti – nel caso di un operatore) potrà godere della mia e della loro presenza… e questo non solo per un’occasione come il Corso Fiorito. (per correttezza nei confronti del blog non menziono manifestazioni in luoghi vicini ove l’accoglienza è totalmente diversa)

    vivissime cordialità

    luciano morelli

  2. Redazione - -

    Scritto il 29 febbraio 2012 - 12:21

    Grazie per la riflessione.Per avere un quadro esatto bisognerebbe, però, conoscere anche la proposta fatta all’albergatore, rispetto al periodo e al prezzo riconosciuto.
    Per quanto riguarda il sistema di organizzazione delle offerte ciò rientra, ovviamente, tra le politiche che ogni impresa, singola od associata porta avanti.
    Come sistema regionale pubblico, in base all’assunto che il web oggi rappresenta il principale mezzo di promo-commercializzazione,stimoliamo gli operatori ad utilizzare il portale turistico regionale gestito dall’Agenzia “In Liguria”, http://www.turismoinliguria.it, che mette a disposizione un sistema di booking e di promozione delle proprie offerte o pacchetti turistici (ad oggi hanno aderito 538 operatori).

  3. Europa 1923 - -

    Scritto il 13 marzo 2012 - 23:31

    Ringrazio la redazione per la risposta che ritengo molto equilibrata, credo che questo post nasconda uno dei grandi mali del turismo ligure.

    Non intendo parlare di prezzi in internet per cui eviterò di identificare il punto di partenza.

    Supponiamo che un gruppo abbia un budget di X a persona.

    Da questo X dobbiamo togliere il 10% di iva.
    Da (X-X*0,1) dobbiamo togliere il costo del set prodotti cortesia
    Poi dobbiamo togliere il costo del cambio biancheria
    Poi dobbiamo togliere il costo delle materie prime della cena
    Poi dobbiamo togliere il costo delle materie prime della colazione

    COn quello che rimane bisogna pagare lo staff di ricevimento che effettua il check in, i facchini che danno una mano ai clienti con i bagagli, lo staff di cucina che prepara la cena, lo staff di sala che serve la cena, il portiere di notte, lo staff delle colazioni che serve le colazioni e lo staff dei piani che pulisce le camere e se il gruppo é di fermata effettua la copertura.

    Poi i sono i costi di luce, energia, gas ecc.

    Ora parliamone.

    Ci saranno “albergatori” che sono disposti ad usare personale poco qualificato, a togliere pezzi del set di cortesia ai gruppi, a sfruttare il personale dei piani per servire la cena, ad assumere extra improvvisati, a usare materie prime di seconda o terza scelta magari precotte o in scatola, a far servire 40 persone da un solo qualificato ( se va bene ) e non vado oltre…

    Gli stessi “albergatori”, magari per lo stesso servizio, saranno capaci di chiedere N*x ( dove N facilmente sarà un numero intero > 1 ) ai clienti individuali.

    Magari poi la richiesta del gruppo é una richiesta a pioggia su più strutture volta ad ottenere uno squallido gioco al ribasso.

    Quello che sto cercando di dire é che la qualità ha un prezzo e impone delle scelte che non ammettono sotterfugi.

    Posso essere d’accordo che “non lavoriamo con i gruppi” non sia una risposta giusta, ci sono altre risposte: chiediamo un minimo di x notti, vi proponiamo il prezzo di N*X ecc.; E non venitemi a parlare di RevPar perchè per una o due notti non é neanche significativo.

    Forse il vero problema sono le strutture ricettive disposte a scendere a compromessi con la qualità pur di un lavoro facile, comodo, sicuro e di adottare politiche di prezzo che tradiscono la fiducia della clientela individuale

    A queste strutture poi aggiunguamo intermediari più preoccupati dei propri margini che della qualità del servizio che garantisocno ai loro intermediati.

    Rivolgo alla redazione una domanda.

    Al turismo ligure sevono albergatori o affittacamere ?

  4. Riccardo Revello - -

    Scritto il 14 marzo 2012 - 14:11

    Carissimo Europa 1923,
    Grazie per il tuo contributo alla discussione. Le tue riflessioni sono assolutamente pertinenti e riflettono l’esperienza diretta sul campo di chi tutti i giorni affronta difficoltà e problemi di un lavoro non facile in un contesto generale deprimente. Di questi contributi ha bisogno il blog!
    Sono d’accordo con te che il target del turismo ligure deve essere, almeno per ora, centrato sulla qualità, perché sulla quantità abbiamo problematiche difficilmente superabili nel breve termine.
    Ma vorrei spostare la discussione su di un piano diverso.
    Come non perdere quei 40 clienti? Perché rinunciare alla promozione che può arrivare al turismo ligure nell’ospitare 40 persone?
    Non posso certamente sindacare sugli standard di una struttura ricettiva: ad un certo livello di qualità non si può rinunciare per compiacere una richiesta estemporanea. Quello che vorrei (o mi auguro, o spero…) è che vi sia una organizzazione di ricettività ed incoming in grado di recepire, accogliere e dirottare sulla struttura più adeguata, ed in grado di soddisfarla, qualunque richiesta.
    Secondo me questa dovrebbe essere una priorità degli stessi albergatori. Se oggi io dirotto a te, che puoi accoglierlo, un gruppo di 40 persone, domani tu potrai “sdebitarti” girandomi prenotazioni che non puoi evadere per mancanza di spazi o per per qualità inadeguata alla richiesta. Se esigono un posteggio auto, che non ho, li invio ad un albergo che ne soddisfi la richiesta o a un ente intermedio che lo individui.
    Ecco il problema da affrontare tra strutture, ente pubblico, agenzie, siti web. Non è facile, non è semplice, non sarà immediato, ma, secondo me, BISOGNA farlo nel più breve tempo possibile.
    Adesso a voi: via alle critiche a questa idea.
    Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggermi
    Riccardo

  5. Europa 1923 - -

    Scritto il 14 marzo 2012 - 17:08

    Nella mia risposta sono partito dal presupposto che il budget fosse particolarmente basso: a scanso di equivoci non sono a conoscenza di alberghi che avendo disponibilità di camere non lavorino con i gruppi.

    Per esperienza diretta il tasso di ritorno dei clienti dei gruppi organizzati é basso, non dico nullo perchè qualche volta é successo, ma statisticamente non credo sia una voce rilevante.

    E’ chiaro che se ricevo una buona richiesta e non ho disponibilità la giro ad un collega, ma per parafrasare un noto film certe sono delle proposte indecenti.

    Negli ultimi anni le strutture ricettive sono senz’altro maturate e stanno imparando a lavorare insieme, ma c’é ancora molta strada da compiere per arrivare ad una vera “crescita per linee esterne”

    Consiglio a tutti un libro di Lorenzoni del 1990 sull’argomeno della crescita delle PMI.

    Si inizia a parlare, si prosegue con i consorzi, si può arrivare a comprare insieme o a condividere servizi…

    Affinchè tutto proceda per il meglio sono convinto però che sia necessario lavorare anche a livello di prodotto segmentando il mercato e andando verso forme di specializzazione per ogni struttura.

    L’unica riserva che ho sugli acquisti in comune riguarda i generi alimentari: le materie prime incidono notevolmente sul risultato dei piatti, la mia paura ( ma é un discorso puramente soggettivo) é che la standardizzazione degli acquisti possa portare ad un’eccessiva standardizzazione sulla ristorazione.

    Non dimentichiamo che siamo in Italia e dar da mangiare agli Italiani é molto più difficile che dargli da dormire.

    Visto che il titolo è quale Incoming credo che la domanda dovrebbe essere in Liguria c’é lo spazio per lo sviluppo duraturo di nuovi operatori di Incoming?

    Di cos’hanno bisogno gli operatori di incomng dalle strutture ricettive, non in termini di prezzo, ma in termini di politiche di vendita ?

    Dobbiamo difendere maggiormente i prezzi ?

    Dobbiamo ridurre lo spread tra B2B e B2C o invece aumentarlo, e se lo aumentiamo abbiamo qualcuno che ci aiuterà a vendere le camere?

    Dobbiamo omologare le proposte a tutti gli operatori o dobbiamo differenziarle maggiormente ?

  6. Redazione - -

    Scritto il 23 marzo 2012 - 10:42

    Gentile Europa 1923,

    per prima cosa grazie per le riflessioni sulle politiche di vendita e di prezzo dell’offerta ricettiva.

    Relativamente alla domanda ‘Servono Albergatori o affittacamere’, va da sé che se si pensa alla composizione dell’offerta ricettiva, allora un mix composito di strutture alberghiere ed extralberghiere rappresenta un punto di forza della destinazione.

    La domanda, giustamente, alludeva invece alle modalità di management delle imprese alberghiere. Da questo punto di vista, se si vuole che il turismo sia – come è nella sua natura intrinseca di sistema economico/produttivo – componente essenziale del contesto socio-economico della Liguria e, come tale, fonte di sviluppo, crescita ed occupazione, allora il turismo ligure ha bisogno di albergatori, nel senso imprenditoriale più completo del termine, e non di semplici locatori di camere d’albergo.

    E in questo senso, dell’imprenditore della ricettività alberghiera ed extralberghiera, vanno orientate le politiche economiche per il mondo delle strutture ricettive (semplificazioni; stimolo e sostegno agli investimenti produttivi; politiche del lavoro e della formazione; sostegno alle azioni di promo-commercializzazione ed internazionalizzazione, ecc.).

    Grazie ancora per l’attenzione e per i contributi.

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