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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

1 - marzo - 2012

UNA ULTERIORE FUNZIONALITA’ DEGLI UFFICI ‘TURISTICI’

Scritto da selene alassio | dipendente pubblica amministrazione - Savona

Inserisco qui e non alla voce ‘informazione ed accoglienza’ questo mio pensiero perché riguarda innanzitutto una scelta a livello di organizzazione regionale. Il pensiero è: e se gli uffici turistici ovvero gli attuali Iat potessero (finalmente ) operare anche come un vero e proprio booking office? la domanda può sembrare banale, ma in effetti gli ospiti agli Iat ricevono (tra le altre cose) la ricettività, ma non hanno la possibilità di prenotare. Ricordo già una ventina di anni orsono, quando andai a Siena senza alcun hotel prenotato e mi recai in un piccolo ufficio in centro dal quale una gentile signorina, dopo avermi chiesto a quale categoria alberghiera fossi interessata, mi trovò molto velocemente una sistemazione. Questo succede più o meno anche da noi, in quanto ci adoperiamo sempre per fornire la disponibilità alberghiera, ma di fatto NON siamo un booking office e quindi la prenotazione non può essere perfezionata. Invece sarebbe diverso se gli hotels sistematicamente ci comunicassero le loro camere libere (oi residence gli appartamenti ecc..) e sarebbe bello farlo Online, in modo che gli Iat potessero proprio prenotare. Certo ci vorrebbe un sistema tipo Intranet di collegamento permanente tra Iat e strutture..
Difficile da realizzare ma non impossibile, se altrove già lo fanno.
A volte basta solo copiare, quando non c’è nulla di nuovo da inventare..


2 commenti

  1. Riccardo Revello - -

    Scritto il 1 marzo 2012 - 15:47

    Gent.ma Selene

    Due obiezioni alla sua proposta che, per altro, se correttamente attuata, è interessantissima.
    Primo non penso sia compito degli IAT fare booking perché andrebbero a duplicare inutilmente un lavoro che gli operatori dovrebbero già predisporre per loro conto. Per fare booking occorre appoggiarsi a siti specifici, interconnessioni tra strutture di accoglienza, per poter fare prenotazioni anche prima di partire, lontano dalla meta Liguria. Se poi un turista chiede di trovare una sistemazione le strutture pubbliche di accoglienza, sfruttando quel lavoro, possono venire in soccorso di coloro (non penso molti) che giungono non prenotati.
    Ma occorre essere visibili in partenza, non solo all’arrivo…
    Un altro aspetto critico che noto in molte località della Liguria è la location delle strutture di interfaccia con i turisti. A Sanremo tempo fa avevo visto un camper di accoglienza turistica all’uscita dell’autostrada: rustico, ma efficace.
    Ma provate ad uscire ad un qualunque casello autostradale di Genova e cercare la famosa “i”. Frecce di qua, frecce di là e se non mi sono perso qualcosa, vorrebbero portare gli automobilisti, dopo molte peripezie, in piazza Matteotti… isola pedonale.
    Lascio a voi ogni commento….
    Colpa degli IAT? Colpa della Regione? Colpa dei singoli comuni?
    Operatori, discolpatevi! Non voglio fare l’avvocato difensore d’ufficio.
    Per concludere vorrei proporre a tutti coloro che hanno avuto la costanza di leggere questo sproloquio, di cercare di arrivare dal casello di Genova ovest all’Acquario seguendo pedissequamente le indicazioni turistiche stradali e fatemi sapere quanto ci avete messo (invece dei 4 minuti che occorrerebbero).
    Scusate la vena polemica, ma non voglio lasciare in questo campo da solo il gentilissimo blogger Luciano Ardoino
    Aspetto commenti… acidi

    Riccardo

  2. selene alassio - -

    Scritto il 1 marzo 2012 - 16:06

    Buongiorno Riccardo,
    a malincuore concordo sul fatto che gli iat siano talvolta male segnalati, se non addirittura introvabili o inaccessibili. Indubbiamente sarebbe necessario ridare un pò di smalto a questi uffici che hanno una ben precisa funzionalità ed utilità. Concordo anche sul fatto che dovrebbero essere gli operatori, direttamente interessati, a predisporre un sistema di prenotazione svelto e agile. Il mio pensiero nasceva però proprio dal fatto che un tal sistema non esiste, e allora proponevo che fossero strutture già in piedi (quali gli Iat) a svolgere quel compito. Resto sempre a bocca aperta quando, ahimé solo all’estero, entro in un ufficio informazioni e trovo: escursioni organizzate, proposte per effettuare tour descrittivi, guide tascabili anche da acquistare per chi ne volesse sapere di più e molto altro. E mi chiedo.. ma non potrebbe esser così anche da noi? Sul perché non sia ancora così, io non mi so dar risposta..
    Ho certamente disatteso la sua aspettativa sul ricevere un commento acido.. per ora mi è venuta fuori solo una vena vagamente rassegnata..

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