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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

6 - marzo - 2012

LA FORZA DELL’APPARTENENZA (quarta parte-ultima)

Scritto da paolo bonadonna | Operatori turismo - Savona

stabilire un legame forte e che duri nel tempo tra individuo e organizzazione, richiede quindi un ripensamento profondo di quest’ultima, capace di sviluppare un sistema di valori condivisi e di modelli cognitivi e comportamentali distinti e per questo riconoscibili.
Occorre essere capaci di proporre un mondo di significati al quale si desideri a ogni costo appartenere e riuscire a far sì che quel mondo si trasformi in uno strumento concreto di miglioramento della propria realtà economica individuale.

Che valga la pena investire in questa direzione lo dicono le ricerche che hanno misurato gli effetti dell’identificazione.

Per quanto ci riguarda, i dati sono chiari: gli imprenditori associati che hanno sviluppato un’identificazione più forte con la propria associazione, mantengono un legame vivo con la propria istituzione fatto di partecipazione agli eventi che questa organizza e di messa a disposizione del proprio tempo per attività istituzionali, si dichiarano in generale molto più soddisfatti dell’esperienza che hanno vissuto in associazione e dell’impatto che questa ha successivamente avuto sulla loro vita.
Ma effetti positivi simili sono noti anche per l’identificazione con la propria azienda: aumentano la disponibilità a sostenerla e ad impegnarsi per essa ben al di là di quanto richiesto formalmente e di quanto si è materialmente incentivati a fare, migliorano la coesione e la cooperazione interna, sono più frequenti gli atti di altruismo, aumenta la fedeltà all’azienda e sono più comuni comportamenti di cittadinanza organizzativa come il parlarne bene e con orgoglio in pubblico o il farsi carico dei beni comuni come se fossero propri.
Effetti di cui ci sarebbe senz’altro bisogno anche a livello della nostra comunità, se si avesse la forza e il coraggio di giocarsi, in modo serio e credendoci davvero, la carta fondamentale dell’identità.

Importante anche approfondire il tema della molteplicità di identità sociali con le quali ciascuno di noi deve fare i conti, causate dal fenomeno noto come inclusione parziale, vale a dire dal fatto che ciascuno di noi fa parte di una molteplicità di gruppi contemporaneamente: dalla famiglia alle associazioni professionali, dai gruppi sportivi all’azienda, al circolo amicale.
Questa molteplicità di appartenenze corrisponde a una varietà di identità sociali che a volte possono anche entrare in conflitto tra loro, creando tensioni che l’individuo deve gestire, e che introducono, anche al mutare degli outgroup rispetto ai quali l’identità si definisce per confronto, un elemento di instabilità e variabilità nel tempo dell’identità stessa.

La strada che porta ai risultati migliori è, come spesso accade, la più difficile: occorre infatti riuscire a rendere salienti sia le identità dei gruppi sia l’identità dell’istituzione/associazione che li ricomprende.

Solo un’associazione,un’organizzazione,un’istituzione prestigiosa e rispettata, alle cui regole e ai cui valori tutti sono tenuti può permettere la coesistenza di gruppi con identità differenti, trasformando il conflitto e il confronto tra le parti in un meccanismo evolutivo per il tutto (contaminazione) orientata in modo coerente da una strategia condivisa e con modelli organizzativi efficaci può gestire la forza centrifuga provocata dalla divisione del lavoro e la contaminazione tra unità differentemente specializzate, con profili di competenza professionale diversi e con un rilevante senso di appartenenza degli imprenditori e dei propri dipendenti a queste unità.

Solo una grande, progettualità, capace di comporre il senso di un’identità collettiva e condivisa, in grado di interpretare il mondo che cambia intorno a sé scegliendo in modo chiaro e comunicabile a tutti che parte intende avervi, in grado di fissare obiettivi ambiziosi e di predisporre le risorse necessarie per raggiungerli, pronta a gestire la transizione tra passato e futuro senza rinnegare il primo e rinunciare al secondo, accogliente e attraente non perché facile e priva di personalità ma, al contrario, perché forte di un’identità unica e distinta può articolarsi al proprio interno nel modo più funzionale allo sviluppo della ricerca e alla qualità della didattica, può attirare le persone migliori, da ogni parte, può costruire un legame positivo, resistente e capace di durare per una persona che lì ha trovato una parte fondamentale di sé.

E potrebbe persino vendere di più.

E’ un momento nuovo per tutta l’economia Fare……. e soprattutto, fare diventa sempre più difficile.

Se si continua a costruire riuscendoci è per merito di persone appassionate e capaci.

Fai ciò che puoi accada ciò che deve

Paolo BONADONNA


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