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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

5 - aprile - 2012

L’ “altra stagione” in Liguria

Scritto da Angelo Berlangieri | Redazione -

Buongiorno a tutti…… la destagionalizzazione oltre ad essere uno dei temi trasversali e ricorrenti nei post e commenti pubblicati sul blog – e di questo ringrazio tutti gli autori per i suggerimenti e le osservazioni sul tema – è anche uno degli aspetti essenziali delle politiche di economia turistica.

La tenuta in termini di movimento turistico, di fatturato e di utile d’impresa della destinazione Liguria nel periodo “dell’altra stagione” è una delle leve essenziali della sua competitività complessiva. E’ nell’altra stagione che si gioca la capacità del sistema ricettivo ligure di esser competitivo in termini assoluti e generali. Infatti se le imprese lavorano in modo redditizio nel periodo autunno/inverno mantengo i livelli occupazionali, e con essi la qualità complessiva del servizio offerto, e riescono ad attuare politiche di prezzo, nel periodo primavera/estate, in linea con le aspettative e le dinamiche congiunturali della domanda: in breve il famoso rapporto qualità/prezzo lo si costruisce nel bene e nel male nell’altra stagione.

Quali misure per impedire che le imprese chiudano(perdita d’occupazione e della qualità dell’offerta turistica) o lavorino sotto costo(necessità di politiche dei prezzi ai limiti superiori della tenuta del mercato nell’alta stagione) nella stagione autunno/inverno?

Due sono le leve da azionare simultaneamente per una “vera” politica della destagionalizzazione che non sia fatta di sola comunicazione e promozione fine a se stessa.

  1. La leva del Marketing Turistico. In questo senso il lavoro da fare consiste nell’implementare un portafoglio prodotti inverno competitivo per i mercati obiettivo della domanda. Ogni prodotto sarà la somma di diverse componenti di ospitalità e di servizi ma soprattutto esprimerà i valori della Liguria e dei suoi territori, valori unici e irripetibili che rappresenteranno la vera motivazione per una vacanza in Liguria. Il portafoglio Liguria Inverno potrebbe esser costituito da:
    1. Business/MICE(Meeting, Incentive, Congress, Events) la cui implementazione, promozione, distribuzione e commercializzazione sarà programmata ed attuata in partnership con il consorzio Meet In Liguria.(Consorzio di secondo livello che riunisce tutti i più importanti operatori liguri del MICE)
    2. Leisure con prodotti distinti per Ponente Ligure (outdoor, climatico invernale, ecc.), Genova(city break, eventi, ecc.) e Levante Ligure (outdoor, climatico invernale, ecc.) la cui implementazione, promozione, distribuzione e commercializzazione sarà programmata ed attuata in partnership con gli operatori locali(STL, Consorzi, Club di Prodotto, ecc.).
  2. Le leve della politica “industriale” turistica:
    1. Interventi sulla domanda con strumenti d’incentivazione quali ad esempio: “buoni vacanza inverno”; marketing contribution per i coach operator finalizzato a ridurre i costi di viaggio.
    2. Interventi sull’offerta:
  • a supporto delle imprese ricettive per sostenere i livelli occupazionali nel fuori stagione(patto per il lavoro nel turismo) e per ridurne i costi fissi di gestione(aliquote agevolate sui tributi locali per chi è aperto nel fuori stagione; costi agevolati per l’uso delle fonti energetiche, ecc.)
  • organizzazione di calendari d’eventi, d’animazione, di intrattenimento ed d’accoglienza per l’altra stagione nelle località “aperte all season” .

Solo lavorando in questo senso, creare un’offerta competitiva composta da un mix di valori che attraggano domanda e sostenere, al contempo, con misure d’incentivazione/sostegno, l’offerta e la domanda dell’altra stagione, si potrà concretamente porre le basi per la destagionalizzazione ovvero un movimento turistico nel periodo autunno/inverno redditizio per il sistema delle imprese turistiche liguri e come tale fonte di sviluppo, reddito e occupazione per tutto il sistema socio-economico della nostra regione.

 Vi ringrazio per l’attenzione e… attendiamo i Vostri commenti.

Angelo Berlangieri

 

 


2 commenti

  1. rifugioallavena - -

    Scritto il 5 aprile 2012 - 21:35

    Sono sostanzialmente d’accordo con tutte le varie ipotesi sopra formulate che se ben coniugate possono sicuramente portare a ottimi risultati.
    A volte però (questo probabilmente sarà frutto di essere il gestore di una bella struttura situata in area ricca di attrattive naturalistiche ma in una zona parecchio disagiata in termini di trasporti) mi pare di essere nella condizione di chi si compera l’auto da 300 cv ma poi ha seri problemi economici sul rifornimento di carburante.
    Vado al sodo….
    A me è già capitato più’ di una volta di dover perdere clienti (parlo soprattutto di scuole, di gruppi di ragazzi organizzati o gruppi terza età) i quali, non disponendo di mezzi propri vorrebbero raggiungere la mia struttura e le aree circostanti
    Il processo in genere e’ questo:
    periodo di bassa stagione (si sa che questo tipo di turismo si muove in settimana ed in mesi morti)
    offerta che io faccio per la mia struttura molto competitiva che viene trovata interessante.
    Quando poi si arriva al punto di dover organizzare il trasporto qui son dolori.
    Le quotazioni che vengono effettuate sia da società private che da società semipubbliche (Riviera trasporti nel mio caso) sono di fatto improponibili e nella stragrande maggioranza dei casi è la barriera che fa desistere il gruppo.
    Adesso non so se questo e’ solo un fenomeno legato all’area dove io opero nella quale di fatto non esistono mezzi pubblici, in ogni caso mi pare corretto evidenziare il problema. Le soluzioni potrebbero essere o di sensibilizzare queste società quando si tratta di pubblico debole in termini di risorse economiche o prevedere un minimo di incentivo sul trasporto….(mi piacerebbe in ogni caso sapere se questo è un problema anche di altri operatori)
    Alfredo Bruzzone
    Grazie e buon lavoro.

  2. Europa 1923 - -

    Scritto il 8 aprile 2012 - 12:31

    Ritengo che costruire un’offerta annuale possa essere più semplice di quanto non possa sembrare analizzando i dati di presenze.

    Ovviamente a patto che i privati si coordinino.

    - Il mare dovrebbe essere accessibile 365 giorni all’anno con questo intendo la possibiltià di noleggiare lettini e mangiare in spiaggia anche in inverno…

    - Per i territori con un forte richiamo sulla clientela estera un intrattenimento culturale ( teatro o cinema ) in lingua originale ( ne beneficerebbero anche le scuole )

    - Pianificazione degli eventi in anticipo: se dobbiamo vendere l’inverno ai clienti che vengono in estate dovremmo sapere cosa possiamo vendergli.

    Credo che la regione potrebbe intervenire in vari modi:

    Normativo – rimuovendo eventuali vincoli che possano ostacolare o rendere troppo onerosa l’apertura invernale degli stabilimenti banlneari.

    Incentivando l’avvio di programmi culturali per cinema/teatro in lingua.

    Studiando nuovi assetti organizzativi che portino a migliorare la programmazione degli eventi.

    Rimane un punto fondamentale: i trasporti nel 2012 alcune località della Liguria sono ancora troppo lontane dai grandi centri del Nord; con la benzina che sfiora i 2,00 € i treni possono diventare importanti.

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