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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

2 - maggio - 2012

Vento nuovo per il turismo

Scritto da pinelli | Operatori turismo - La Spezia

In questi giorni la crescita economica viene spesso invocata. Se c’è un settore dove si può davvero lavorare per far crescere l’economia e creare posti di lavoro, quel settore è il turismo. A seguito della crisi registriamo una flessione, che riguarda principalmente i flussi interni e quelli dai paesi del sud Europa, ma, nel mondo il turismo batte ad ogni stagione un nuovo record. Nel 2012 è previsto il superamento del traguardo di un miliardo di arrivi, dopo aumenti medi del 4% all’anno.
Aumenta anche la competizione. C’è da lottare per mantenere le posizioni, ma, nello stesso tempo, ci sono grandi e concrete opportunità per crescere, che in un periodo come quello che stiamo attraversando non vanno certo sottovalutate.

Se vogliamo essere più competitivi, ci conviene lavorare su nuovi prodotti turistici, in linea con i mercati – significa puntare sulle motivazioni di viaggio e non solo sui prezzi – e dobbiamo far crescere i territori, muoverci con una logica collaborativa.

Devono cambiare le modalità di gestione dell’Agenzia di promozione.
Troppo deboli i rapporti con il territorio. Questo crea problemi, sia per lo sviluppo dei prodotti turistici, che per la loro promozione. Troppo separata la gestione di “In Liguria”.

Piu in generale, non si può prescindere da una maggiore chiarezza dal punto di vista politico e organizzativo.

Nell’offerta turistica entrano sia componenti pubbliche (come i trasporti, i musei, paesaggio, ecc), che private (alberghi, ristoranti, ecc), questo ha portato a fare sistema a livello locale. Con i STL si è provata una forma organizzativa per facilitare la collaborazione pubblico-privato. Servivano poi due livelli regionali per dare uno sbocco alle iniziative locali.

Dal punto di vista politico bisognava guidare la riforma (qualsiasi riforma va guidata). La carenza di questa importante funzione ha permesso ad alcuni Enti di mangiarsi i propri Stl. Dal punto di vista organizzativo, i cambiamenti dovevano riguardare anche l’Agenzia regionale di promozione. E’ logico che questo ente non potesse rimanere uguale a prima.

La promozione esclusivamente pubblica è superata e le APT sono state chiuse per questo motivo. L’Agenzia oggi ha un ruolo se, oltre a promuovere la marca regionale, diventa il riferimento dell’organizzazione turistica locale sull’asse prodotto, promozione, commercializzazione. Dando anche un senso alle attività dei Stl che altrimenti rimangono fini a se stesse.
Per chiarire meglio: da una parte il governo e le politiche turistiche, qui stanno la Regione e gli Enti territoriali e locali, dall’altra parte l’asse operativo fra le società locali del turismo (Stl-Dmc-Dmo, …ogni anno esce un nome nuovo) e l’Agenzia regionale di promozione.

Per inerzia, in questi anni si è cercato di saltare l’organizzazione territoriale appena avviata, preferendo mantenere un rapporto preferenziale con le Province, poi si è cercato un rapporto diretto con gli operatori, infine con le Camere di Commercio. Si è fatta molta confusione fra la promozione locale (le varie attività di animazione territoriale e di promozione che si fanno in loco) e la promozione alle fiere e sui mercati. Ora, con la chiusura delle Province, questo problema si risolverà da solo.
Se c’è un’organizzazione, ognuno provi a far bene la sua parte, non è possibile che tutti facciano tutto.
L’Agenzia non può nemmeno essere un braccio operativo dell’assessore al turismo, così si fa ancora confusione. Politica da una parte, operatività dall’altra.
L’assessore fa le politiche turistiche, delle quali c’è urgente bisogno, e l’Agenzia di promozione si occupa di promozione, un ruolo importante, a metà strada tra le destinazioni turistiche liguri ed i mercati.

Non avendo chiarito queste cose l’Agenzia si è trovata ad operare in una specie di terra di nessuno, un pezzo della vecchia organizzazione turistica che sopravvive, orfana delle Apt. I Stl, dal canto loro, si sono trovati abbandonati a se stessi e con scarsi risultati. L’unico che in qualche modo si è salvato è perchè ha saputo andare, con le proprie forze, oltre a queste lacune.


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