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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

6 - giugno - 2012

Organizzazione turistica

Scritto da stl genovesato | Enti e istituzioni - Genova

L’attività dei Sistemi Turistici Locali si è tradotta in più modi sui territori della nostra regione e può probabilmente essere valutata differentemente a seconda di come la si guardi.
Come STL del Genovesato, abbiamo tentato di mettere a frutto nel migliore dei modi le risorse a nostra disposizione, economiche e non, proponendoci come tavolo di concertazione e promuovendo lo sviluppo di progetti integrati, nati dal confronto con i territori e con gli operatori, dove i soggetti attuatori (in gran parte privati) hanno contribuito con finanziamenti anche oltre il 50%. Naturalmente a ciascuno la possibilità di giudicare, criticare, apprezzare.
In questa sede vorremmo invece provare a condividere alcune riflessioni e proposte scaturite dall’esperienza maturata in seno al STL, in particolare in merito ai due obiettivi principali ai quali abbiamo lavorato in questi anni: la collaborazione pubblico/privato e il contributo ad una gestione il più possibile razionale e coordinata della materia turistica.
La situazione attuale, caratterizzata da un’eccessiva frammentazione dei soggetti che operano nel settore senza una vera definizione delle reciproche funzioni e competenze, con un riferimento normativo incerto, ha portato inevitabilmente ad alcuni malfunzionamenti e sovrapposizioni che hanno spesso frenato un vero sviluppo del settore e ingenerato una certa confusione tra il ruolo pubblico e quello privato. Questo malfunzionamento ha in alcuni casi coinvolto in maniera diretta lo stesso STL, così come altri enti istituzionali e non, che si sono trovati ad agire senza una chiara identità di ruolo, con ovvie ripercussioni sulle attività e sull’efficienza generale del sistema.
Come prima cosa, quindi, vorremmo ribadire ancora una volta la necessità di una riorganizzazione di tutto il comparto turistico nei termini di una ridefinizione delle funzioni, una chiara attribuzione delle competenze e una efficace impostazione delle strategie, a partire dal livello regionale fino ad arrivare a quello cittadino.
La seconda proposta è quella di mantenere, negli assetti futuri, la collaborazione tra pubblico e privato sperimentata in questi anni, senza disperdere un’esperienza che, fra luci e ombre forse, ha comunque dato buoni frutti e, soprattutto, ha dimostrato di poterne dare altri, in condizioni di maggiore chiarezza e funzionalità. E’ necessario in questo senso definire i ruoli della parte pubblica e della parte privata, cercando di valorizzare le funzioni proprie di ciascun soggetto, ma rafforzando allo stesso tempo la collaborazione tra i due per una vera messa a sistema delle risorse. In particolare riteniamo che come criterio generale si possa dire che:
-è proprio della parte pubblica il ruolo di indirizzo, controllo e individuazione delle strategie;
-è propria della parte privata la funzione legata alla gestione dell’operatività comprendente la creazione dei prodotti e la loro commercializzazione, l’informazione turistica, la gestione dei servizi.
Naturalmente su entrambi i livelli è necessario uno stretto legame tra le due componenti: sulla programmazione la parte pubblica farà bene a interpellare gli operatori avvalendosi della loro professionalità, per orientare le strategie secondo le indicazioni provenienti dal confronto quotidiano col mercato e con i turisti; sulla gestione della parte operativa i privati dovranno attenersi agli indirizzi imposti dall’ente pubblico, il quale dovrà a sua volta vigilare sull’osservanza delle regole.

Per quanto riguarda, nello specifico, la fisionomia che potrà assumere la riorganizzazione di cui si sta parlando, benissimo la regia regionale, garanzia di omogeneità e uniformità negli standard e nella proposta, ma l’esperienza insegna quanto sia importante il rapporto diretto col territorio e come proprio questo sia elemento di vera sinergia con la parte privata, oltre che fra enti e istituzioni.
A questo proposito l’attività di confronto e concertazione col privato può avere luogo in un’organizzazione che nel Genovesato è già esistente, cioè l’assemblea del STL che comprende la stragrande maggioranza dei soggetti che a vario titolo operano nel turismo. L’utilizzo dell’assemblea STL permetterebbe anche di dare voce all’ entroterra, area che rischia di perdere visibilità e rappresentatività a causa della chiusura delle Comunità Montane e del ridimensionamento delle Province, ma che costituisce un potenziale ancora in gran parte inespresso dal punto di vista dello sviluppo del turismo.
La terza proposta è quindi quella di dare forza e autonomia ad agenzie operative che siano in grado di coordinarsi con la Regione e di operare direttamente sul e col territorio, lasciando a quest’ultimo la possibilità di esprimere potenzialità spesso diverse ma tutte in grado di dialogare fra loro, se ben coordinate.
Concretamente l’agenzia in questione, preposta all’informazione e accoglienza turistica, alla web organization, alla definizione del portafoglio prodotti della marca locale, alla sollecitazione degli operatori per la realizzazione dei prodotti, alla loro commercializzazione, alla promozione della marca locale, potrebbe nascere da una trasformazione dell’attuale STL, mettendo a frutto il percorso fin qui seguito e utilizzando pienamente il ruolo del STL come tavolo di concertazione, oppure come soggetto completamente nuovo, e potrebbe essere espressione della città o porsi come punto di aggregazione di un’area vasta più ampia. In un’ottica di razionalizzazione potrebbe essere utile la creazione di un accordo o ATI con il STL Terre di Portofino per garantire univocità di indirizzo a livello provinciale. Questo permetterebbe di mantenere l’autonomia operativa giustificata dalle diverse specificità del territorio, ma garantirebbe un indirizzo coordinato della gestione.

La riorganizzazione del comparto è la pietra angolare su cui poggiare il futuro sviluppo del turismo nella nostra regione e riteniamo che il nuovo piano di sviluppo debba partire proprio da qui, tenendo conto delle esperienze fatte e guardando alla costruzione di una nuova competitività.
Apprezziamo e condividiamo pienamente lo sforzo dell’Assessore nell’ affermare la dignità e l’importanza del turismo come economia e confidiamo nel fatto che il nuovo piano regionale saprà essere all’altezza dell’ambizioso obiettivo.


Un commento

  1. pierot - -

    Scritto il 8 giugno 2012 - 23:10

    …..i francesi per secoli hanno pensato che il turismo a parigi fosse….torre eiffel e notre dame….poi il ministro del turismo si e’ accorto che il turismo era…EURODISNEY….e’ proprio vero… il turismo dobbiamo reinvertarlo ogni giorno! un altro es. le crociere erano considerato un prodotto “vecchio, noioso, superato, per vecchi e costoso etc etc…oggi in europa vale 8 milioni di passeggeri….meditate gente meditate!!!! in liguria si continua a …..FARE SISTEMA… (che bella espressione) invece di fare TURISMO.Pierot

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