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Verso il piano triennale del turismo
Piattaforma di progettazione partecipata

3 - luglio - 2012

Difesa delle professioni turistiche e del turismo concepito seriamente

Scritto da Presidente ALAIT | Operatori turismo - La Spezia

info turLa nostra associazione ALAIT ( Associazione Ligure Accompagnatori e Interpreti Turistici) ha per statuto la difesa delle professioni del turismo, in particolare le figure turistiche demandate ad accogliere ed occuparsi del turista, a proporgli la conoscenza del territorio sia da un punto di vista storico-artistico sia da quello naturalistico-ambientale. Le tre professioni, Accompagnatore turistico, Guida turistica, Guida ambientale escursionistica definite dalla LR 44/99 e successive modifiche, sono professioni che richiedono doti personali di comunicazione e capacità di comprensione unite ad una buona cultura personale e conoscenza del territorio. Le nostre professioni sono importanti per la promozione del territorio, una presentazione fatta bene, un’accoglienza cortese e professionale sono la migliore pubblicità che esista, fidelizzano il turista e ne fanno un inconsapevole ma entusiasta promotore dei luoghi visitati.

Le nostre professioni richiedono dunque una vasta cultura di base, conoscenza delle materie specifiche per ogni profilo professionale e come ho già ribadito, doti di buoni comunicatori per tutti. Da sempre le prove sono selettive, si tratta di esami di qualificazione professionale, non sono d’accordo sul fatto che per iscriversi all’esame basti il solo Diploma di Scuola Media Secondaria, per essere equiparati ad altri Stati europei, come la Francia, ad esempio, bisognerebbe innalzare l’accesso all’esame a post laurea e per ogni professione con materie specifiche, solo così si potrà avere una libera circolazione di professionisti in Europa.

Comunque la preparazione a questi esami deve essere approfondita e mirata per ogni professione, la cultura richiesta è di tipo universitario, e con un piano di studi specifico per materie di base e professionalmente qualificanti. Inoltre le Commissioni devono essere preparate a verificare le conoscenze del candidato. Il fatto che ci siano sempre stati rappresentanti di categoria nelle commissioni stesse è stato garanzia in genere del buon andamento delle prove, non fosse altro perché uno Storico dell’arte, un professore di Tecnica turistica, un insegnante di Lingue o un Biologo, non sanno in realtà come si svolge il lavoro sul campo. Solo degli incoscienti e forse in malafede pensano che professionisti presenti nelle commissioni boccino i giovani per eliminare potenziali concorrenti sul lavoro. Queste persone non hanno capito niente, per noi giovani preparati che possano assicurare un ricambio generazionale sono importantissimi.

La nostra presenza nelle Commissioni è garanzia per tutti: per gli altri Commissari di avere il supporto di qualcuno che conosca a fondo la professione, per i candidati di essere sottoposti a prove pertinenti atte ad accertare le loro reali conoscenze e capacità. Piuttosto metterei sotto accusa il modo superficiale con cui sono stati concepiti questi ultimi esami, un quiz non permette al candidato di esprimersi, inoltre la conoscenza delle Lingue richiesta solo all’orale non stimola un approfondimento in fase preparatoria, non accerta, inoltre, il buon uso della Lingua straniera. Altresì la risposta a quiz è banale e idiota in materie, dove a volte, le interpretazioni degli studiosi sono diverse, dove gli oggetti possono avere più significati validi, dove le attribuzioni di Storia dell’arte e Storia sono controverse e ancora dibattute dagli studiosi.

Accertare le conoscenze del candidato, in professioni dove la parola regna sovrana, impedendogli di esprimersi sia per iscritto sia all’orale è riduttivo e non ne accerta veramente le capacità anche dialettiche. Le lingue, Italiano compreso, non sono un optional ma bensì lo strumento principale di lavoro. Una buona preparazione all’esame si avrà solo con una seria bibliografia. Testi datati o solo divulgativi non sono assolutamente sufficienti. Il fatto poi, come ha scritto qualcuno, in questo blog, che alcuni abusivi non abbiano superato l’esame da Guida turistica, ci dice appunto che questi per prima cosa non dovrebbero esistere, per il danno sociale, economico e fiscale che provocano a tutti e al territorio, che la loro preparazione non è assolutamente adeguata al ruolo che impropriamente ricoprono.

I problemi da affrontare comunque per le nostre figure turistiche non si limitano all’accesso al lavoro, ma anche al mantenimento e alla fina alla messa in pensione delle persone. Anche su questo occorre aprire un serio dibattito e trovare soluzioni che permettano alle persone di vivere delle loro scelte lavorative e non di morire di fame ed essere costretti a cambiare settore di lavoro dopo tanti sacrifici. Concepire figure specialistiche come è stato ultimamente fatto in Liguria inventando le ciclo e le ippo- Guide e Accompagnatori lascia il tempo che trova nulla mette e nulla toglie, già prima molti colleghi soprattutto guide GAE utilizzavano questi mezzi per un turismo lento alla scoperta dei luoghi, non avrebbero potuto continuare tranquillamente a farlo? L’unico risultato è che ora chi gestisce maneggi o da biciclette in affitto non potrà accompagnare gruppi se non è una delle tre figure turistiche e se non avrà seguito il corso di formazione specifico successivo al patentino.

Il Turismo in Italia, mal concepito, mal gestito come è, attualmente esprime circa 9 punti di PIL. Se potessimo regolarlo con buon senso e serietà diventerebbe veramente il volano di ripresa del Paese, questo allora creerebbe posti di lavoro per i giovani. Fin tanto che si permetterà abusivismo, che le leggi non saranno armonizzate fra i diversi comparti del settore e nei rapporti fra le Regioni e fra Stato e Regioni, fino a che i politici non avranno la capacità e la lungimiranza di vedere l’insieme di questo Comparto e proporre soluzioni serie, combattendo nel frattempo ogni forma di abusivismo, non arriveremo a niente.
Il Presidente
Mireille Duchamp


Un commento

  1. Sonia Mureddu - -

    Scritto il 26 agosto 2012 - 15:08

    Cara Mireille,
    ho letto solo oggi questo tuo post. Spesso all’interno dell’associazione guide porto avanti delle idee più tendenti alla liberalizzazione. Personalmente non sono per l’accesso alla professione solo per i laureati, sarebbe troppo. Sono invece a favore di buoni e validi corsi di formazione continui. Personalmente ho appreso più da quelli che dai vari esami.In Francia esiste anche un percorso che si chiama Vae. In pratica la possibilità di farsi riconoscere l’esperienza acquisita sul campo, cosa che sarebbe interessante introdurre anche da noi. Stabiliamo prima, magari anche con l’aiuto dei francesi, quali competenze debba avere una guida e poi valutiamo per Curriculum. Non per esami lotteria impossibili da superare.Se manca qualcosa indirizziamo il candidato a integrare con qualche corso di formazione, sostenere qualche esame aggiuntivo o fare del tirocinio.In fondo quello che ci interessa è la preparazione delle persone, non porre sbarramenti all’ingresso.
    Condivido a pieno le riflessioni sulle nuove specializzazioni che invece di favorire bloccheranno il settore. Bisogna diventare guide e poi anche fare un successivo corso di specializzazione ! Quanto tempo e soldi serviranno per creare queste “nuove” figure, che in realtà già esistevano?
    Un altra idea perché non stabiliamo un numero massimo di persone che si possono accompagnare e a cui si può spiegare senza ricadere nelle leggi delle guide? Magari questo non bloccherebbe lo svilupparsi del ciclo turismo e favorirebbe la nascita di servizi come quello delle voitures de tourisme avec chauffeur. Ho al momento una licenza NCC e un abilitazione di guida turistica, ma vorrei tanto avere dei colleghi, se resto sola questo settore da noi non si svilupperà mai. Le guide non riescono ad avere le licenze perché contingentate e con gli esami attuali è quasi impossibile per i colleghi noleggiatori e tassisti diventare anche guide. In fondo non si mette in pericolo nessuno, al massimo si rischiano brutte figure, facilmente rimediabili con qualche corso di formazione volontario in più.
    Sonia Mureddu

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